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La deontologia come guida alla pratica clinica. Francesca Pilan sul PPS

Ora abbiamo l'opportunità di ascoltare la viva voce dei colleghi coinvolti. Non aggiungo altro e lascio subito la parola a: Francesca Pilan, infermiera presso la terza medica dell’AOSMA, osservatore.

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La PPS è stata una bellissima occasione per stimolare un migliore qualità nella pratica clinica. Come referente nella mia unità operativa delle infezioni ospedaliere, insieme a Maurizio Rodaro, mi sono approcciata a questo argomento già da alcuni anni.
Durante la scorsa rilevazione avevo collaborato con i rilevatori nel mio reparto mentre quest’anno il gruppo del Co.Inf. mi ha chiesto se volevo fare l’osservatrice. Ho colto la proposta al volo dato che l’argomento suscita il mio interesse e ritengo che il risultato del lavoro sia molto utile per l’azienda stessa e per la ricerca.
Il corso di formazione per essere un rilevatore della PPS si è svolto in una giornata presso l’ospedale di Palmanova. E’ stato esauriente in ogni aspetto ai fini della preparazione per l’indagine.
Non avevo particolari preoccupazioni per le giornate dell’indagine visto che sia il corso che la simulazione che abbiamo fatto in Azienda per “allenarci” hanno permesso di affrontare quest’attività tranquillamente, inoltre in ogni reparto c’erano almeno due rilevatori, di cui uno più esperto. Per qualsiasi difficoltà o perplessità si erano resi disponibili gli appartenenti al Co.Inf. ed eventualmente anche lo staff di Udine che ci ha formato.
Il primo giorno di rilevazione in un’unità operativa di medicina generale  è stata un ottima esperienza. Eravamo quattro rilevatori, ci siamo suddivisi perfettamente il lavoro e la presenza dell’infermiere e del medico referente del reparto e degli altri medici, conoscendo bene, i pazienti hanno reso il  nostro lavoro agevole e snello.
Nella seconda giornata sono stata in un reparto di medicina specialistica. Il lavoro è stato un po’ più complicato perché i medici del reparto non sono stati costantemente con noi durante la rilevazioni, ma tutta l’équipe  è stata disponibile alle nostre domande e nel lasciarci tutta la documentazione  dei pazienti.
Nelle due giornate in cui ho partecipato alle rilevazioni non vi sono stati particolari problemi o difficoltà, ma l’attività è stata più agevole, snella e ordinata nel reparto in cui abbiamo avuto una maggiore collaborazione e supporto da parte dell’équipe, cioè dove i medici, in base ai pazienti che seguivano, sono stati presenti alla rilevazione ed un infermiere ci ha aiutato nella raccolta dei device e nel recupero delle cartelle.
Il contributo infermieristico nella PPS risponde non solo ad un bisogno personale di crescita e di conoscenza ma anche a quanto richiesto dal nostro codice deontologico:
  • Articolo 47: L'infermiere, ai diversi livelli di responsabilità, contribuisce ad orientare le politiche e lo sviluppo del sistema sanitario, al fine di garantire il rispetto dei diritti degli assistiti, l'utilizzo equo ed appropriato delle risorse e la valorizzazione del ruolo professionale.
  • Articolo 11: L'infermiere fonda il proprio operato su conoscenze validate e aggiorna saperi e competenze attraverso la formazione permanente, la riflessione critica sull'esperienza e la ricerca. Progetta, svolge e partecipa ad attività di formazione. Promuove, attiva e partecipa alla ricerca e cura la diffusione dei risultati.
Anche se indiretto, fare i rilevatori si può considerare assistenza, poiché tutto questo permetterà di migliorare “il prendersi cura” dei nostri pazienti. Il risultato di quest’indagine permetterà di avere dei dati che ci dicono come stiamo lavorando, di confrontarci con il resto dell’Europa e di migliorare la pratica clinica sia infermieristico che medica e la collaborazione reciproca.

Francesca Pilan
Infermieri Pordenone

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