Gentili Colleghi e Colleghe che ci seguite,
avevamo già parlato del PPS (Point Prevalence Survey, ovvero studio europero di prevalenza sulle infezioni correlate all'assistenza e l'uso di antibiotici negli ospedali per acuti) in altri post:
- Cos'é il PPS? Com'è andata in provincia di Pordenone?
- Osservare per migliorare l'assistenza: "il gruppo fa la forza". Stefania Pin sul PPS
- La deontologia come guida alla pratica clinica. Francesca Pilan sul PPS
- Una rilevazione che fa crescere. Cristiano Gianotto sul PPS
- Formazione ed esperienza come base per la rilevazione. Maurizio Rodaro sul PPS
- Un percorso arricchente. Paola Fedele sul PPS - con le conclusioni di Stefania Bottos
Ora abbiamo l'opportunità di ascoltare la viva voce dei colleghi coinvolti. Non aggiungo altro e lascio subito la parola a: Maurizio Rodaro, infermiere presso la terza medica dell’AOSMA, referente di reparto per il Comitato Infezioni dell’AOSMA, in servizio il
giorno della rilevazione.
Per essere sempre aggiornato sulle nostre attività:
iscriviti al nostro gruppo FB principale:
https://www.facebook.com/groups/255285464560072/
segui sempre il Blog:
http://infermieripordenone.blogspot.it/
Iscriviti al canale Youtube:
https://www.youtube.com/user/InfermieriPordenone
segui la pagina Google+:
https://plus.google.com/114136106046345994043/posts
iscriviti al nostro gruppo Linkedin:
https://www.linkedin.com/groups/Infermieri-Pordenone-7457366/about
segui sempre il Blog:
http://infermieripordenone.blogspot.it/
Iscriviti al canale Youtube:
https://www.youtube.com/user/InfermieriPordenone
segui la pagina Google+:
https://plus.google.com/114136106046345994043/posts
iscriviti al nostro gruppo Linkedin:
https://www.linkedin.com/groups/Infermieri-Pordenone-7457366/about
Il ruolo di referente di reparto per il Comitato
Infezioni dell’AOSMA calò su di me ormai anni or sono e dopo un’iniziale
titubanza, dovuta ad una non precisa delineazione nella mia mente di tal ruolo,
passo dopo passo, sono riuscito a far sempre più mia questa “veste”.
In questo percorso di crescita avevo già affrontato quest’indagine due anni fa ma, non avendone ancora compreso appieno il significato e la rilevanza, i dati che aiutavo a raccogliere, le osservazioni che venivano fatte, i risultati che venivano estrapolati mi erano scivolati dalle mani lasciando solo lievi tracce.
Questa nuova occasione invece, giuntami dopo un più approfondito percorso di formazione e dopo una migliore presa di coscienza del ruolo, ha avuto un significato nettamente più pregante per me seppur nel mio semplice ruolo di collaboratore al lavoro ben più articolato degli osservatori.
Quest’incremento di significato ha trovato una sua espressione ben prima della raccolta dati stessa, riempiendomi di una certa ansia nei confronti del lavoro che dovevo andare a svolgere ma soprattutto nei confronti dei dati che si sarebbero raccolti; infatti, pur avendo grande fiducia nei confronti dei miei colleghi e pur rassicurato dalla conoscenza degli sforzi volti al miglioramento fatti dall’intera equipe, temevo la classica svista che si sarebbe trasformata in un risultato non pienamente aderente al nostro effettivo lavoro.
Inutile quindi descrivere la mia gioia e la mia soddisfazione quando, durante una raccolta dati sviluppatasi scorrevolmente senza intoppi di sorta e senza particolari criticità, mi sono reso conto che i risultati superavano le mie più brillanti aspettative, soprattutto negli aspetti prettamente infermieristici.
Ben vengano quindi queste attività che, seppur impegnative e a tratti stressanti per tutti coloro che ne vengono interessati direttamente o indirettamente, danno nuovi stimoli a tutti noi operatori sanitari. E ben vengano anche tutti gli interventi formativi, organizzativi ecc. che da esse derivano.
Se viene mantenuto questo atteggiamento, queste nostre fatiche risulteranno essere un valido investimento per il continuo miglioramento dell’assistenza che giornalmente forniamo ai più disparati pazienti nelle più disparate situazioni.
In questo percorso di crescita avevo già affrontato quest’indagine due anni fa ma, non avendone ancora compreso appieno il significato e la rilevanza, i dati che aiutavo a raccogliere, le osservazioni che venivano fatte, i risultati che venivano estrapolati mi erano scivolati dalle mani lasciando solo lievi tracce.
Questa nuova occasione invece, giuntami dopo un più approfondito percorso di formazione e dopo una migliore presa di coscienza del ruolo, ha avuto un significato nettamente più pregante per me seppur nel mio semplice ruolo di collaboratore al lavoro ben più articolato degli osservatori.
Quest’incremento di significato ha trovato una sua espressione ben prima della raccolta dati stessa, riempiendomi di una certa ansia nei confronti del lavoro che dovevo andare a svolgere ma soprattutto nei confronti dei dati che si sarebbero raccolti; infatti, pur avendo grande fiducia nei confronti dei miei colleghi e pur rassicurato dalla conoscenza degli sforzi volti al miglioramento fatti dall’intera equipe, temevo la classica svista che si sarebbe trasformata in un risultato non pienamente aderente al nostro effettivo lavoro.
Inutile quindi descrivere la mia gioia e la mia soddisfazione quando, durante una raccolta dati sviluppatasi scorrevolmente senza intoppi di sorta e senza particolari criticità, mi sono reso conto che i risultati superavano le mie più brillanti aspettative, soprattutto negli aspetti prettamente infermieristici.
Ben vengano quindi queste attività che, seppur impegnative e a tratti stressanti per tutti coloro che ne vengono interessati direttamente o indirettamente, danno nuovi stimoli a tutti noi operatori sanitari. E ben vengano anche tutti gli interventi formativi, organizzativi ecc. che da esse derivano.
Se viene mantenuto questo atteggiamento, queste nostre fatiche risulteranno essere un valido investimento per il continuo miglioramento dell’assistenza che giornalmente forniamo ai più disparati pazienti nelle più disparate situazioni.

Commenti
Posta un commento