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Terremoto nella Croce rossa
di Pordenone
Ribaltone e veleni nell’associazione. Revocato il commissario Luciano Clarizia, sostituito da Andrea Peresson nuovo commissario. Volontari contro in un clima di denunce e inchieste
di Enri Lisetto
PORDENONE. Un nuovo terremoto investe il comitato provinciale della Croce rossa italiana. Il commissario straordinario nazionale Francesco Rocca ha rimosso il commissario provinciale Luciano Clarizia e nominato il sostituto nella persona dell’ingegner Andrea Peresson, 38 anni, di Prata, volontario dal 1995.
Il passaggio di consegne non è ancora avvenuto: Clarizia si trova in viaggio di nozze (e ieri non è stato possibile contattarlo per avere la sua versione dei fatti), ma all’interno della storica associazione di volontariato le acque tornano ad essere molto agitate.
Lo erano già state in passato. Nel 2007 l’inizio dello scontro nazionale-locale, ovvero quando i comitati provinciali e locali si rifiutarono di versare il contributo di solidarietà, pari alla metà del loro bilancio, per coprire il “buco” nel bilancio romano della Cri. La risposta fu il commissariamento di tutte le strutture: alcuni commissari furono designati gli stessi presidenti, altri preferirono lasciare. Al comitato provinciale di Pordenone fu designato il viceprefetto aggiunto Alessandra Vinciguerra, che lasciò l’incarico alla fine del 2009 per impegni professionali.
Nel 2010 è stato nominato commissario Luciano Clarizia. A quanto pare, però, nel corso degli anni le tensioni non si sono stemperate. C’è chi parla di scarsa presenza, chi di mancato coinvolgimento dei coordinatori dei volontari nelle scelte relative alla gestione dell’ente. Tensioni che sarebbero sfociate in querele per diffamazione, in esposti alla procura e alla Corte dei conti, di cui al momento non si hanno né conferme né smentite.
I dati certi, invece, sono contenuti nel decreto di sostituzione, datato 19 settembre. Il 23 luglio 2012 è stato avviato «il procedimento amministrativo volto alla verifica della sussistenza delle condizioni minime per il mantenimento dell’incarico di commissario» di Luciano Clarizia in relazione «ai diversi rilievi dettagliatamente contestati», ai quali il commissario provinciale aveva controdedotto il 10 agosto. La sua nota, tuttavia, secondo il commissario nazionale, «non supera completamente i rilievi, fermo restando la mancata osservanza delle disposizioni impartite dal commissario straordinario quale causa di sostituzione dell’organo politico locale inadempiente». Il servizio di vigilanza e ispezione aveva formulato, inoltre, le sue osservazioni il 12 settembre.
Il decreto conclude: «Venuto meno il rapporto fiduciario intercorrente tra il commissario straordinario dell’ente e il commissario provinciale di Pordenone, se ne sancisce la sostituzione a decorrere dalla data odierna», ovvero dal 19 settembre.
Il nuovo commissario non ha inteso commentare: «Dobbiamo ancora compiere il passaggio delle consegne. Il mio obiettivo – ha detto Andrea Peresson – è di promuovere l’immagine della Cri nel rispetto dei suoi sette principi e avvicinare all’istituzione più persone possibili».
Nel Friuli occidentale la Cri conta sul comitato provinciale (con tutte le componenti) sui sottocomitati di Maniago, San Vito-Azzano Decimo, Casarsa e su nove gruppi.
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